PENSIERI E PAROLE ♡

Il COVID è arrivato in un momento sbagliato

Sto meglio se non ci penso, ma ogni tanto la realtà sbatte alla mia finestra e mi rendo conto che siamo ancora in pandemia. Si esatto, ho detto la parola “pandemia” che fino a qualche mese fa non usavamo mai. Forse si associava ai libri di storia ma non di certo alla nostra vita.

Anche la parola “lockdown”, essere chiusi dentro, è diventata in voga e anche i più anziani, con qualche difficoltà nel loro inglese, hanno presto imparato il significato.

Il covid è arrivato in un momento sbagliato, per me che ero all’estero e sono rientrata di fretta e furia, senza mascherina e con la paura per la mia famiglia. Per me che vivevo lontano, ho cambiato due aerei e ho viaggiato accanto ad altre persone. Per me che ho scelto in fretta. Tornare o restare? Italia in mezzo al fuoco o rimanere nell’isola che, allora, sembrava ancora tranquilla e pacifica.

È arrivato nel momento sbagliato, nel mio primo anno post laurea, perché  volevo godermi il riposo, i viaggi, le persone, i colori e le stagioni in un’altra terra. Volevo vivere, scoprirmi e scoprire che futuro avessero riservato per me l’universo.

MA

E’ arrivato nel momento sbagliato anche per lei che doveva partire per il suo anno in America, la sua grande avventura, il sogno degli ultimi cinque anni. La voglia di crescere, la paura della solitudine, di ricominciare: nuovi amici, nuovo lavoro, nuova casa e nuova realtà.

Nel momento sbagliato anche per me che dopo anni di sacrificio, rinunce, caffè e notti sui libri ho finito il percorso universitario con un iPad da una parte e la corona dall’alloro nell’altra. Festeggiando, in un appartamento con mamma e papà mentre gli altri invitati stavano in video call.

Sbagliato anche per lui che ha salutato i compagni di asilo e il “ci vedremo domani” è diventato l’anno prossimo. Quest’anno alle elementari ma indossiamo la mascherina e la maestra vuole che stiamo separati. Devo imparare a scrivere ma non possiamo vedere il labiale e non capiamo le espressioni del volto.

Sbagliato perché ero al settimo mese e partorire senza un compagno a fianco non era nei programmi. La gioia di vedere il nostro piccolo e l’immensa paura di farlo nascere nel periodo più tragico e sbagliato degli ultimo anni. Ho fatto bene? Domande e ansie incutono nel momento più magico di una coppia.

Sbagliato per me che ho finalmente deciso di aprire partita iva, di mettermi improprio e creare il mio lavoro partendo da zero. Perché le spese sono tante e lo stato aiuta, ma l’affitto lo devo pagare subito.

Sbagliato per me che sono andato in pensione tre mesi fa ed era una vita che stilavo la lista delle cose da fare. Sogni e desideri solo accantonati ma la paura di lasciarli per sempre nel cassetto è tanta e forse è meglio se non esco di casa ancora.

Sbagliato per me che avevo iniziato il tirocinio, reparto medicina interna, ma i casi aumentano e c’è bisogno di medici laureati. A casa voi e continuerete tra qualche mese.

Sbagliato per me che il lavoro andava bene ma d’improvviso non c’è più posto per me nell’azienda dove sono cresciuto. “Cerca qualcosa” dice, “non possiamo licenziarti ma non abbiamo più bisogno di te.”

Sbagliato per chi aveva un sogno, un progetto da realizzare, la casa da ristrutturare, i biglietti per le vacanze in Grecia, una firma su un contratto entro breve e un rapporto in crisi da sistemare appena ci si vede.

E poi STAND BY.

Il mondo si ferma. Le strade sono vuote, inizia il caldo, i fiori sbocciano.

I discorsi del presidente

le mascherina

la caccia alla farina.

Riscoprirsi cuochi, atleti anche in casa, grandi giocatori del monopoli e finalmente fare le pulizie di primavera.

Questo virus è arrivato nel momento sbagliato della mia vita ma come della tua e, credo di poter dire, di quella di tutti.

Io, personalmente, credo che con lui dovremo conviverci. Il rischio zero purtroppo non c’è. Non fin quando non ci sarà un vaccino.

Ogni decisione, ogni piccolo ulteriore passo va fatto ora, tenendo in considerazione il periodo storico che stiamo vivendo e prendendo al massimo le precauzioni che il caso vuole.

Siamo davanti a questa prova enorme e come sempre, non è il più forte a sopravvivere ma quello in grado di adattarsi ai cambiamenti. (Come insegna Darwin)