PENSIERI E PAROLE ♡

Non solo l’8 Marzo

Alle bambine ribelli di tutto il mondo:

sognate più in alto,

lottate con più energia.

E, nel dubbio, ricordate:

avete ragione voi.

È così che inizia il libro “Storie della buonanotte per bambine ribelli”.

Si parla di donne, di storie e di vittorie. Sappiamo bene che dietro una vittoria ci sono mille sconfitte e la forza di rialzarsi in continuazione per lottare in nome della propria meta. Qualunque essa sia. Scrivere un libro, vincere un oscar o essere accettate per la propria scelta sessuale. Vittorie di battaglie combattute contro il mondo, molto spesso contro uomini ma troppe volte contro donne.

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Perché unite, siamo forti ma non solo l’8 marzo. Unite siamo più belle ma di quella bellezza rara che fa brillare gli occhi, per cui non c’è bisogno di trucco.

Mi piacciono le donne che combattono e lo fanno quotidianamente per il proprio sogno. Mi piacciono le donne che accettano il mondo per quello che è, ma hanno voglia e forza per provare a cambiarlo.

Lavoriamo con il ciclo, con i dolori e con la paura di non poter o non voler figli e la costante preoccupazione di sentirsi in difetto qualunque strada scegliamo. Offese da quel mondo maschilista che guida e comanda e che ancora una volta ci mette a fare le accompagnatrici di.

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“ Signorina però vorrei parlare con un dottore”

“Veramente sono dottoressa anche io, se vuole, parla con me!”

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Penso alla forza e determinazione che ha spinto una ragazzina svedese a essere ricoperta di insulti e beffe per il sogno enorme di un mondo più sano. Mi confronto alla sua età e mi rivedo giocare o starmene in un angolo a pensare che le altre fossero meglio.

Forse non tutte siamo fatte per arrivare ai libri di storia, per scrivere un pezzo di epoca o per firmare articoli scientifici o saggi. Forse non tutte siamo fatte per arrivare in alto ma noi siamo la vera forza nel nostro essere quotidianamente combattenti. Perché credo fortemente che ogni piccolo nostro comportamento possa cambiare il mondo di un pizzico.

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Io sono stanca del sessismo e del rumore dei commenti vuoti di maschi, che uomini non posso definire, ai bordi di una strada di paese che stanno con la birra in mano e l’occhio allungato e aspettano il passaggio di chiunque sia per partire con commenti, fischi e occhiate penetranti. Occhiate nervose rigettate dalla corazza dura e fredda che abbiamo tutte costruito intorno a noi. Ecco, se mai avrò una figlia, voglio che non debba costruirsi quella corazza sociale anti-complimenti-non-richiesti. Voglio che possa vivere in un mondo in cui camminando per strada comunque e in qualsiasi modo sia vestita non si debba sentire osservata, usata e oggettificata. Mi spiace Italia ma in questo la Svezia vince a tavolino.

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Sono undici le vittime di femminicidio in questo 2021. Undici donne che sono morte negli ultimi due mesi per mano, molto spesso, del loro ex compagno.

Durante il lockdown, tra marzo e maggio 2020 le richieste di aiuto per violenza domestica sono raddoppiate (dati presi da ilsole24ore.com).

Io mi sono rotta di questa situazione, pensare di essere forte e dire “ a me non capiterà” non può essere la strada giusta per cambiare le cose. Abbiamo bisogno del supporto l’una delle altre e abbiamo bisogno di politica, di leggi, di cambiamenti. Abbiamo bisogno di educazione a scuola, partendo dalle radici per estirpare un verme marcio che si è insinuato nella società. Se non cambiamo il futuro ora, il futuro sarà uguale.

C’è bisogno di educazione sessuale perché l’istinto animalesco non possa essere confuso per amore e la rabbia e gli schiaffi per complimenti e carezze. Perché per prime dobbiamo imparare noi ad amarci senza lasciarci mercificare, perché le nostre mutande sono nostre e se ci va, le condividiamo a piacere senza sentirci dare della troia.

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E mentre dico e scrivo schiacciando forte i tasti per la rabbia di dire e la forza di condividere, mi chiedo “da che colpito?” Perché sì, ho pensato che i facili costumi non mi appartenessero vivendo con una mentalità cattolica che da una parte nega e dall’altra annega, allontanando comportamenti che non mi appartengono con parole severe. Poi mi sono insegnata che tutti siamo diversi e la reputazione è un seme che ognuno coltiva nel proprio giardino a piacere personale. Ma chi sono io per giudicare?

A questo punto dico che non ci possiamo stare tutte simpatiche, che le ex dei nostri fidanzati o fidanzate e le attuali compagne dei nostri fidanzati o fidanzate non ci staranno mai a genio ma abbiamo ancora tanto da imparare per renderci sopportabili, apprezzarci per quello che siamo e non per il ruolo che stiamo ricoprendo nella vita di. Senza augurarci male, senza covare odio nel profondo ma liberarci dei fantasmi e delle incertezze, sicure che solo nella serenità interiore possiamo viverci con amore e spegnere il nodo alla gola che ci stringe.

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Se andate a guardare il sito nelle nazioni unite vedrete l’elenco dei traguardi che si prefissano per la parità di genere nel mondo.

  • Eliminare ogni pratica abusiva come il matrimonio combinato, il fenomeno delle spose bambine e le mutilazioni genitali femminili

Il titolo dell’articolo dice così:

Obiettivo 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze

E mi sento talmente piccola in un mondo così grande e così combattivo e inevitabilmente mi chiedo cosa posso fare io?

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Emancipazione, che bella parola. Vorrei che intorno a me, nella mia vita, tutte le donne che conosco siano emancipate. Libere e sicure delle proprie scelte. Sarebbe bello se iniziassimo tutte a liberarci dalle tradizioni a uscire dalla gabbia delle costrizioni socialmente imposte e scegliessimo con cura e a mente libera, le tradizioni che ci piacciono.

Sarebbe un fiore che sta sbocciando che aiuta gli altri fiori nello stesso giardino a sbocciare.

🌺 Aiutiamoci a sbocciare, saremmo più belle🌺