PILLOLE DI LIBRI

#Pilloledilibri woman power 3.0

Da poco è trascorso il venticinque Aprile e mi sembrava doveroso ricordare quella parte nera della nostra storia.

Nel terzo appuntamento con l’edizione WOMAN POWER, vi porto una donna che non ha bisogno di molte presentazioni.

Liliana Segre nasce a Milano nel 1930 e dal 2018 è senatrice a vita.

Sopravvissuta alla shoah e ai campi di sterminio di Auschwitz, a salvarla, come dice lei, è stato suo padre.

Per chi, come me, ha avuto la possibilità di visitare i campi di sterminio non può che rimanere in silenzio e in riflessione davanti a chi racconta, come lei la sua vita lì dentro.

“Non mandate i figli in gita ai campi di sterminio. Lì si va in pellegrinaggio. Sono posti da visitare con gli occhi bassi, meglio in inverno con vestiti leggeri, senza mangiare il giorno prima, avendo fame per qualche ora.”

Non voglio intristirvi, ma questo articolo ha l’ambizione di ricordarci che la storia e il passato non è così lontano e che è doveroso ricordarcene e fare tesoro degli insegnamenti. Dalla storia si impara molto.

Per questo, oggi vi lascio alcune citazioni della senatrice e uno spunto del libro che ho letto che è estremamente sensibile ma delicato, adatto a tutti. Compresi i bambini.

“Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare.”

“Nel 1944, quando fummo deportati a Birkenau, ero una ragazza di quattordici anni, stupita dall’orrore e dalla cattiveria. Sprofondata nella solitudine, nel freddo e nella fame. Non capivo neanche dove mi avessero portato: nessuno allora sapeva di Auschwitz.”

Nel 2015 scrive “Finché la mi stella brillerà” dove racconta che da piccola era la regina della casa, coccolata dal padre e dai nonni. Gelosa e molto legata al padre, dopo che la madre muore quando aveva appena un anno.

Quando rientra dal campo di sterminio come sopravvissuta, la vita le appare impossibile, incredula che le persone non sappiano quello che succede a poca distanza da casa, questa la parte del libro e della sua vita che non può non rimanere impressa. Si sentiva diversa in un mondo che non sapeva. Raccontare poi, era una vergogna, era meglio tacere e conservare il ricordo nella speranza che svanisse in fretta. La forza e il coraggio che ha trovato dentro di sé, condividendo quei ricordi ci permette tutt’ora di conoscere una pagina indelebile di storia estremamente pietosa e desolante.

Ricordare è fondamentale e attraverso i suoi occhi possiamo fare un triste salto indietro. Triste ma necessario.