PILLOLE IN VIAGGIO

Milano: la mia storia d’amore

Se chiudo gli occhi e penso a Milano, m’immagino sui navigli che passeggio dopo un grosso esame. La testa che scoppia e il bisogno di aria nuova.

A Milano sono arrivata il primo anno di università, venivo da un paesino piccolo della provincia di Brescia e la città era un sogno. Avevo diciannove anni e camminavo per le sue città cercando di orientarmi senza inciampare.

Ci sono grandi amori che non si spiegano e quello con questa città è stato così.

Torniamo indietro: avevo trascorso un paio di “vacanze” durante le superiori, nella casa milanese di una zia che si era trasferita da giovane. Adoravo tutto ciò che aveva in casa e mi sembrava così lontana una vita colorata come la sua.

In 50 metri quadrati abitavano lei e il marito e lo spazio era ottimizzato come solo chi conosce il prezzo al metro quadro impara a fare.

Il frigo pieno di locandine: eventi, concerti, conferenze. Fotografie di viaggi, sorrisi e calamite.

Cestini di frutta secca non identificata riempivano i due scalini per entrare in cucina e tappeti persiani coprivano ogni piccolo spazio del pavimento.

Così, mi sognavo da ragazzina e non ho dubitato molto quando mi sono iscritta in università. Ero stata colpita dalla sua casa e dalle mille occasioni che si presentavano vivendo in una città così ricca.

Mi sono trasferita ed ero sola in mezzo ad una città che improvvisamente mi sembrava troppo grande ed egoista. Camminavano tutti veloci e avevano sempre tutti fretta. Io me ne stavo ferma al semaforo ma ero un’eccezione, tutti correvano non guardando la spia rossa e spesso mi sentivo un piccolo puntino in  una grande metropoli. Mangiavo solitudine e poco più.

Abitavo in un vicolo vicino a Piazzale Loreto in un condominio non troppo alto e abbastanza vecchiotto ma elegante (qui ti consiglio un libro ambientato proprio lì nel Piazzale). Un signor appartamento al piano secondo, senza ascensore, s’intende, ma con un piccolo e comodo terrazzino attrezzato di una seggiolina e un tavolino per la colazione della domenica.

Entrando nella sua routine, nel suo vortice, la città pian piano diventava la mia casa e i posti che mi circondavano, i miei punti di riferimento. Iniziavo a difenderla come un’amica da chi diceva “è bella ma non ci abiterei”.

Non lontano da casa mia Corso Buenos Aires: frenetica via dello shopping, ricca e confusa ma mantenendo pur sempre la sua grazia. I negozi e i bar dal giorno alla notte si trasformano e il continuo cambiamento si avverte come curiosa novità.

All’angolo un chioschetto di fiori dove compravo cactus e fiorellini per occasioni speciali che, immancabilmente, grazie al mio pollice verde, morivano poco dopo.

In piazzale bacone la piscina e in via Matteucci l’antica pasticceria siciliana: l’ideale per un cannolo vero dopo una nuotata faticosa!

Nella mia routine università- casa, includevo strade nuove di continuo, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, interessante e macinavo kilometri portandomi zaino e borse della spesa.

Una bottiglia di vino, un po’ di formaggio e due patatine per improvvisare un aperitivo casalingo e rilassarsi nel relax dell’arietta serale.

Camminare a piedi nudi per la casa, sedermi in terrazzo e scrivere.

Una continua curiosità mi riporta sempre in città. Quando torno, la guardo e penso ”sei proprio bella”, con i tuoi fili del tram e le case colorate. Tutto cambia in continuo ma tutta resta uguale a come lo ricordo. Un calore che mi ricorda di me stessa, riconosco i posti, riconosco perfino le persone del mio quartiere.

Sorrido agli automobilisti che sono sempre incazzati e nervosi.

È una storia d’amore e non avrà fine.

(4) Commenti

  1. […] i libri gialli di Crapanzano, ambientati nella mia Milano, ho iniziato a leggerli come una matta. A Loreto è come se ci vivessi ancora (vivevo lì fino a poco fa, trovi qua la mia storia d’am…e se invece voi di Milano non conoscete niente è un interessante spunto per fare un giro in città […]

  2. Federica dice:

    Ho adorato questo articolo! Una bellissima storia d’amore <3

  3. […] ormai avrete capito Milano è la mia città del cuore e io non vedo di avere una scusa buona per tornarci. Negli anni, da […]

  4. […] nelle mie domeniche milanesi sui navigli cercavo tra gli usati quei volumi che volevo conservare. A proposito, se sei in cerca di consigli per una giornata a Milano, non dimenticarti di dare un’occ… Se poi ti viene un po’ famina trovi qua qualche chicca su cafè, ristoranti e baretti […]

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